Saggio di P.O.J. - Weather The Storm

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Saggio di P.O.J.

Italiano

In esclusiva per il sito Italiano il Saggio di Paul O. Jenkins & Marianne James sui temi ricorrenti nelle canzoni di Ralph McTell.

La versione in lingua inglese si trova sul sito di Ralph McTell

Temi ricorrenti nelle canzoni di Ralph McTell
“Old songs lose young meaning
But new ones they gain."

Uno dei migliori cantautori che appare negli ultimi trenta anni, Ralph McTell è conosciuto dalla maggior parte delle persone solamente come l’autore della hit del 1974, “Streets of London”. Limitare così un prodigioso ed importante artista in questo modo ignora il fatto che ha scritto decine di canzoni che meritano lo stesso riconoscimento. Un esame attento del suo lavoro rileva un numero di temi ricorrenti
Padre e Figlio
Nato Ralph May il 3 dicembre del 1944 nel Kent, McTell affronta una infanzia difficile. Suo padre abbandona la famiglia quando Ralph aveva solo tre anni. Mr May riappariva di tanto in tanto, ma la sua ultima visita avvenne nel 1951. In questa occasione il giovane Ralph interruppe il litigio dei suoi genitori e “scoppiai con una serie di attacchi che bloccai entrambi i miei genitori nella loro
condotta” (Angel Laughter, pag. 45). “Perché non vai via e ci lasci da soli?” ricorda urlando al padre. In Summer Lightning, il secondo volume della sua autobiografia, McTell ammette che: “la maggior parte delle mie canzoni è autobiografica” (p.9). Questo è naturale, poiché molte delle canzoni di McTell parlerebbero di padri e paternità.
La sua prima canzone sull’argomento è “Daddy’s Here”, dall’album del 1969 Spiral Starcase. Scritta in prima persona e suonata in modo lento e malinconico, la canzone esprime bene l’ansia del bambino che accompagna le visite sempre più rare del padre. Toccante, il primo pensiero del bambino è per l’effetto che la visita avrà sulla madre (“e questo significa lei sarà felice”). Il bambino valuta l’effetto dell’abbandono del padre che aveva avuto su sua madre, genitore restante e fisso, e la fonte della sicurezza dannosamente necessaria. Così la compassione è un marchio per McTell. Dall’altro lato, nel terzo verso la madre, genitore fisso, lascia il ragazzo e suo fratello da soli per parlare in privato con suo marito, ispirando così l’agonizzante domanda del ragazzo: “Come possiamo sapere che farete solamente una passeggiata nei paraggi per parlare tranquillamente?” La descrizione di McTell nei dettagli sull’atmosfera è eccellente. Rispecchiano l’angoscia del ragazzo: il sole cadente che vede “ondeggiante su un muro grigio”, e il cane ringhiante che sente dal palazzo. I bambini ansiosi sono concentrati a “giocare a scacchi”, chiedendosi quale sarà l’ultimo risvolto nel complotto delle loro vite. Vale anche la pena notare il fatto che l’artista nel ragazzo/McTell è sempre presente. Per allontanare le loro paure, il ragazzo e suo fratello si raccontano delle storie. Presto l’ordine giusto è ripristinato nelle loro vite. Il quotidiano e i particolari confortanti come “la radio, il sedano, e il te della domenica denotano un ritorno alla normalità.
La vita è meglio senza un padre intruso, e comunque il ragazzo sa che non li disturberà più a lungo.
Fortunatamente, un padre come sostituzione apparve nella vita di McTell. Le azioni meritevoli di questo gentil uomo sono tutte descritte in “Mr Connaughton”, dall’album del 1987, Bridge of Sighs.
L’Irlandese che viveva al piano di sopra della famiglia May. Per un periodo aiutò il ragazzo a fare le sue esperienze tra le normali attività tra padre-figlio senza le quali avrebbe sbagliato nel costruire un monopattino di legno, o nello scegliere una motocicletta. Ma più di tutto fu importante la presenza quotidiana affettiva di un uomo che realizzò di quanto il ragazzo avesse bisogno di lui, un uomo che lo aiutò a sorridere nei giorni dei denti caduti e di dolce agonia. Il penultimo verso della canzone esprime direttamente il desiderio che la sostituzione temporanea era una presenza permanente nella vita del ragazzo (“io desideravo che lei fosse mia sorella”). I ricordi di McTell sono vaghi; le domande sono fatte ripetutamente sia sulla dipartita di Mr Connaughton sia sulla memoria personale di McTell (“eri del Cork o del Tipperary?”, “il tuo nome di battesimo era Kevin o Mike?”). I dettagli sono secondari , comunque il cantante lo sa. Nessuna importanza per il nome di battesimo, Mr Connaughton ricoprì un ruolo nella vita di McTell che non può essere dimenticato.
“Daddy’s Whistling Home”, dall’album del 1995 Sand in Your Shoes, offre un’altra visione dei componenti di una famiglia in agitazione. Mettere all’opera una grande melodia di gruppo che è colpita certamente dal suono leggermente ironico, per dipinge il danno che può causare un marito infedele. La canzone è più sottile rispetto ai primi brani di McTell sul padre. All’ascoltatore sono mostrati, non detti i comportamenti del padre, un atto di infedeltà suggerito all’inizio della canzone, ma solo confermato nel terzultimo verso. La sua famiglia dopo “la guerra” è ancora sotto pressione per trarre conclusioni. Tipicamente per McTell, la madre è dipinta come dura lavoratrice che soffre da molto. Invece di pregare una stella, lei cerca nei cieli qualche sorta di risposta alla domanda che lei ha paura di formulare al marito: chi è l’altra donna? L’immagine volutamente diminuita, il padre fischiettante sta nel forte contrasto dell’ansia e la madre che ascolta. Lei biasima le loro mancanze di affetto nei tentativi di suo marito per migliorare se stesso, e l’intera famiglia, anche a prendere le classi con la scuola serale. Lei dice a se stessa “prendi un po’ di tempo in modo ché, può dire che noi siamo i suoi, e lei può dire lui è mio.” L’immagine di sua madre che guarda le stelle attraverso la tendina del buio illustra perfettamente le sue speranze e le sue paure. La verità è celata, ancora “nessuno sa”dalla sua infedeltà. Lei è capace di cantare in cucina, ma le sue orecchie sono più attente “ad ascoltare il padre che fischietta a casa”. Uno rimane meravigliato dal contrasto che appare in lontananza, nonostante la madre continuerà a spiegare e a tollerare le azioni del marito.
Indubbiamente McTell si diverte di più a dipingere le sue esperienze come padre che descrivere le pene della sua infanzia senza padre. Ha scritto varie canzoni sulla paternità, e canzoni particolarmente dedicate ad ognuno dei suoi figli. “Zig Zag Line” dall’album del 1974 Easy che riguarda una scalata di una collina che McTell fa con suo figlio, Sam. Scalare una collina è una metafora semplicemente meravigliosa per le sfide di famiglia. In questo caso, la scalata è abbastanza ripida che il padre e il figlio devono fare e percorrono la pendenza lentamente, gradatamente, procedendo a zigzag. Ognuno sembra piuttosto felice di subirne gli effetti. Il linguaggio silenzioso degli sguardi, i ghigni condivisi, e il tenersi per mano parla eloquentemente del reale vincolo (legame) che è evidente. Privato della propria compagnia del padre, McTell si rallegra del semplice fatto che è insieme a suo figlio, e che “egli mi conosceva e tu sai che io conoscevo lui.” I contorni sono ripetuti per sottolineare i punti. Molti padri potrebbero prendere come cameratismo per decidere, ma McTell si rende conto  fortunatamente di come è e non ha vergogna di celebrarlo nella canzone.
“You Make Me Feel Good”, dall’album del 1975 Streets, è similarmente semplice, ma no semplicistica. Di nuovo, la relazione quotidiana - questa volta tra McTell e sua figlia Leah - è celebrata. Come base alla sua descrizione della sua figlia concreta, McTell usa una serie di contrari, rivelando la sua preferenza per i tarassaco piuttosto delle gardenie, passeri al posto di uccelli del paradiso, e così si può fare affidamento sugli opposti alle “cose che non puoi controllare.” In una canzone che dura più di tre minuti, il ritornello usa descrivere la figlia prendere posizione tre volte. Insieme a lei “si esauriscono scarpe e occhi scintillanti”è la libertà della figlia. “Tu puoi fare ciò che vuoi e non avere cura.” Il fatto che lui possa contare su di lei come se fosse se stesso è abbastanza per fare sentire bene suo padre.
Dedicato ai figli Tom e Billy, “Love Grows” dall’album del 1979, Slide Away the Screen, è un genere più comune. La canzone traccia l’evoluzione dell’amore dai primi baci all’ “arrivo di qualcosa di estraneo” ed è chiaro che i genitori iniziano ad incrementare il legame tra i compagni (partners). Due questioni sottolineano il punto:” Ciò che più dividi/Viene fuori moltiplicato?” e “Ciò che più dai via/Più ritorna a te ?” Scritta nella metà dei trent’anni di McTell, questa è una canzone di un uomo maturo e felice genitore che sembra deciso a lasciare agli altri un secreto che lui ha scoperto.
Circa quindici anni più tardi, “An Irish Blessing” (Sand in Your Shoes, 1995)aggiorna la storia. Ora, come “un giovane inizia a lasciare la loro casa” McTell, il padre, realizza che più di tutto gli piacerebbe negoziare con loro “la loro strada incerta”, ma essi potrebbero fare di testa loro. Egli impiega una benedizione irlandese - nell’originale traduzione inglese - come ritornello della canzone: “possa la strada sorgere con te/E il vento esserti di dietro. ”Imparando ad andare via è forse la lezione finale, i genitori devono insegnare, e questo può essere difficile. Con questa canzone McTell -genitore viene pienamente circondato e contrastato dai sentimenti espressi nelle sue prime canzoni. Il prezioso è la parte semplice/il compito più duro è il fatto di andare”. Sebbene lo sviluppo lirico della canzone è universale, l’uso del tubo uilliano, il violino  e lo zufolo conferiscono un sapore irlandese. (Infatti adeguato alla sua canzone "From Clare to Here", molti, che non sono familiari di McTell hanno creduto che lui fosse irlandese). Se ha usato un augurio tradizionale come ritornello della canzone, la strofa finale è una degna benedizione: “Possa il mio cuore proteggerti/e accompagnarti fino al prossimo incontro.”
Prima di passare ad un altro tema, una canzone dedicata alla mamma “Saucers” (dall’album del 2000 Red Sky) merita di essere menzionata. Stranamente McTell usa come titolo il soprannome dato a sua madre da suo padre (ispirato ai suoi grandi occhi). Nel pezzo ci sono ancora pochi preziosi cenni sul perdono. In contrasto con “il pugnale incastrato nella sua anima” c’è l’immagine di suo marito come “la lama che prese il suo cuore.” Da dove lei passò il pugnale  per sopravvivere all’attacco rimane un mistero per suo figlio ammirato:” E con quale forza lo tirò via/Lo posso solo supporre.” La metafora dell’acqua (sempre una favorita di McTell) che corre attraverso l’intera canzone. Gli occhi di sua madre color acquamarina sono:” Il colore dell’acqua di fonte/Pieni di lacrime come i cieli di mattina”, e “al margine della spiaggia sono di un colore più brillante dell’acqua nascosta nel blu più profondo”.
L’acqua, il liquido più comune della terra, è come le madri,la donatrice di tutti i generi di vita.
La poesia più matura di McTell si trova in questa canzone. L’ultimo verso è degno di nota. L’immagine delle mani di sua madre screpolate e callose sono nascoste in guanti di velluto. “La cicatrice e il dolore dell’amore “ in modo sublime ci conferma la formula che “il bello è nascosto profondamente.” McTell non avrebbe potuto dedicare nulla di più toccante di questa canzone se avesse usato solo i complimenti verbali.
Come molti artisti, McTell si avvicina pesantemente alle sue esperienze infantili. “Barges”, dall’album del 1972 Not Til Tomorrow è una delle sue canzoni più suggestive. McTell è imperioso nello stabilire l’atmosfera giusta per le sue canzoni grazie all’accompagnamento musicale. In questo caso un aggiunta al già sublime fingerpicked della sua chitarra, la registrazione di Toni Visconti cattura l’attenzione dell’ascoltatore prima che si inizia ad ascoltare le parole. La canzone, sia sentimentalmente che melanconicamente, descrive un escursione (o più probabilmente un insieme di tali uscite) fatta da McTell e suo fratello durante una vacanza estiva da sua zia Olive in Banbury. Sono ragazzi di città in un contesto di ragazzi di paese, timidi, felici , ma anche mai attenti alle loro madri. Le loro ansie per lei sono bagaglio emozionale, che portano in giro con loro.
In modo simile,  il peso della loro infanzie senza padre è evidente nel secondo rigo del terzo verso: “aspettando nei paraggi qualche sorriso dell’uomo.”in questo caso, l’uomo è l’uomo instabile, ma ci si rende conto che è una sorta di rimpiazzo, ma solo per un momento molto breve.
Noi abbiamo già visto in “Mr Connaughton” come un atto di benevolenza può portare ad un ragazzo senza padre la gioia. La canzone conclude con un verso sintatticamente difficile e forse ambiguo: “Con le stagioni dell’infanzia lasciando sorrisi all’uomo.” In questo caso, “l’uomo” è più probabilmente il maturo McTell che guarda indietro alla sua infanzia, ma potrebbe essere anche l’uomo instabile precedentemente menzionato, felice del suo lavoro. Il verso:” apri le barriere e lascia navigare le navi. Ciò può essere il modo di sottolineare da parte di McTell l’importanza di aprire le memorie, esplorarle allo scopo di progredire e di maturare nella vita.
“When I Was a Cowboy”, dallo stesso album, è una canzone ancora più spensierata e comprensiva. Per continuare il tema della paternità, lo sceriffo dai cori che ti coinvolgono - che avvisa il giovane McTell “di andare presto a letto e di tenere il cappello come avvitato su un tight vero”- può essere visto come un'altro genere di figura paterna. La canzone è abbastanza spensierata, benché per le sue conclusioni appare un po’ sciocca. In realtà rivela il fascino romantico del ragazzo per il mondo del “vecchio west”, un sentimento condiviso da molti dei suoi colleghi inglesi. Di grande interesse c’è musica eseguita in una “città del sud” da un mondo fantastico. L’ammirazione di McTell per i professionisti del country blues ha dominato il corso degli studi per la sua formazione musicale.
Dopo aver elencato i numerosi pericoli legati alla vita di un cowboy, McTell racconta, alla fine della canzone, una specie di barzelletta: “la vita sicura è il ritorno a casa in un vicolo pericoloso”.
Un umorismo più evidente lo troviamo in “Big Tree”, una canzone registrata nel primo album dal vivo di McTell,  Ralph, Albert, and Sydney, inciso nel 1977. McTell racconta il suo primo incontro con l’altro sesso e scherzosamente lo paragona ad un più famoso incontro nel Giardino dell’Eden ( Io e Susie al margine della strada/ Pronti per correre nel giardino libero”). L’innocenza delle “lingue che si toccano” e le risatine è vissuta brevemente. Un adulto che era lì vicino, scopre la coppietta e li rimprovera (lei ci disse di essere vergognata) mettendo fine al divertimento ( non era un crimine, o un peccato/Noi fummo cacciati dal giardino e non potemmo più entrare.”).
Il Dilemma dell’Artista
Come artista, McTell ha lottato con la sua popolarità. Questo è perché ha sempre tentato di fare rispecchiare nelle sue canzoni la corrente popolare principale, ed il successo spesso lo ha lasciato insoddisfatto. All’inizio come nel 1969, cinque anni prima che “Streets of London” diventasse una chart, lui iniziò ad esprimere nella canzone ciò che io chiamerò con un termine più appropriato, il dilemma dell’artista. Qual è l’ultima meta dell’artista? Il consenso popolare? La propria soddisfazione? La ricchezza? Mantenere un’integrità artistica? Sono queste cose indipendenti le une dalle altre? “Clown”, da My Side of Your Window, 1969, può essere letta sia in chiave letteraria ( come un lamento dell’artista) e sia come metafora per la sorte del cantante. Molti musicisti capirebbero il clown che più della sua identità è legato al suo spettacolo che appare individuale ( le persone sono andate e con loro anche l’identità). Comunque detto questo, la canzone finisce col clown che “ride nella notte”. Forse una risata amara, ma comunque la risata di nessuno.
Due anni dopo, su una traccia del 1971  registrata come "You Well Meaning Brought Me Here", la preoccupazione dell’artista si incupisce. Indirizzata al suo pubblico, al suo staff amministrativo, ma, soprattutto a se stesso, la canzone è un lamento con la domanda “dove ho fatto errori?” e finisce coi  versi appaganti “ io so il motivo per cui mi hai portato qui / e ho fatto il mio meglio.” Ciò fu scritta quando la sua carriera era già definita, così possiamo vedere la canzone con un sentimento piuttosto fuori dal comune. Ciò che ha raggiunto con il successo (come mostrarsi davanti a 500,000 persone al Festival dell’Isola di Wight nel 1970) ha sorpreso uno che “non intendeva arrivare così lontano”, uno che non aveva  mai avuto l’intenzione di “lasciare la sua strada”. Comunque si sentiva alienato, “fuori luogo”. Il successo aveva avuto il suo prezzo. Le parole dei critici lo colpiscono; il peso del commercio lo disgusta e lo terrorizza. La canzone è un tentativo di spiegare se stesso a fans, ma più importanti sono le domande che sorgono e che alla fine “deve rispondere a se stesso”.
Ci sono le parole di un artista pieno di talento, ma anche pieno di dubbi personali.
Le descrizioni sostituiscono le domande in “Zimmerman Blues”, una traccia tratta dall’album del 1972 Not Till Tomorrow. Dedicato, o tutt’al più ispirato ad analoghi problemi in opposizione a Bob Dylan (ne Zimmerman),questa canzone riflette un ispessimento di una sorta di pelle dell’artista. Non parla proprio per se stesso, ma per tutti gli artisti che “sono stati usati” dal sistema per creare profitti, ma non necessariamente per mantenere la loro integrità o punto di vista. La canzone è un dialogo tra “me”, l’artista, e te, il non artista (Promotore? Consumatore?). “Non darmi soldi” dice l’artista, “metti qualcosa sul pane”, qualcosa di più sostanzioso, più importante. Col successo le cose “diventano più dure per me”, ma “più facili per te”. Così di cosa ha bisogno lo “Zimmerman Blues”. Una relazione separata tra l’artista e il suo pubblico ( “sono un po’ più triste ora, solo ora/Viene per ricordarmi quando ti chiamai amico”). Un artista insicuro per come deve continuare ad eccezione di come deve fare per seguire la sua coscienza e i suoi istinti artistici.
"Sylvia", dallo stesso album, racconta la sua simpatia per Sylvia Plath, la poetessa americana che morì con le sue stesse mani. In "Tulips" ( quello sui tulipani) Plath sente che “nessuno mi guardava prima, ora sono guardata”. Certamente questo verso  colpì McTell, il cantante era stato esposto alla verifica del pubblico, e mai nessuno da ciò ne usciva bene. Nella canzone McTell retoricamente chiede,”non è una vergogna/Devi.provare così tanto dolore/per aiutare qualcuno che tu non conosci.” Mentre si esprime una più sincera ammirazione per la nota della poetessa; McTell è anche rassicurante e ricorda se stesso in uno di quei giorni senza dubbio (Ti aiuto se dico che sono stato giù?) se le sue canzoni aiutano le migliaia di persone  del suo pubblico pagante dalle quali lui non saprà mai niente. Ascoltando la canzone, noi siamo privati di ciò che deve tristemente rimanere una conversazione insignificante fra due artisti che hanno sofferto.
Nel 1992, McTell creò un intero album di canzoni e monologhi su un altro artista meglio conosciuto per la sua irrisolutezza, il famoso artista gallese Dylan Thomas. In realtà, il progetto fin’ in un periodo incolto della carriera di McTell. In questo lavoro McTell incomincia ad esplorare i due lati di Thomas: il pagliaccio pubblico e quello privato, il poeta tormentato dai dubbi. Mentre canzoni come "Slip Shod Tap Room Dance" descrivono il primo lato di Thomas, il secondo è brillantemente dipinto in "Conundrum of Time". Un dialogo di classi tra Thomas e sua moglie, la canzone comincia descrivendo il loro matrimonio come uno “legato dai desideri e dai sogni”. Sono entrambi costretti dalla loro arte e dalla loro capacità di realizzare pienamente il proprio talento, è rinforzato ulteriormente dal coro:
Shouldn't you be dancing?
Shouldn't I make rhymes?
There's music all around us
In this conundrum of time
But there's so many notes now
Please find a tune
Please find the harmony
Please find it soon.
Il disperato tono della canzone viene dal fatto che nessuno dei due ha una risposta pronta sul mistero che il tempo ha dato loro. Dylan siede in un pub mentre “mani piene di dubbi si avvolgono intorno a bottiglie di birra”, la sua eloquenza da ubriaco beata da alcuni, ma vista dalla sua anima per quello che veramente è (bene penso che io sia lucido, ma tu dici che sono un perdente) rendendosi conto della verità del suo commento, Dylan ribatte con una “danza goffa”. L’unica cosa di cui sono d’accordo è il fatto che loro  sono “ entrambi prigionieri dell’amore in questa guerra che noi facciamo”. La maggior parte dell’energia cha aveva bisogno per creare è stata usata per litigare. McTell abilmente paragona la proprie discussioni artistiche nella seconda metà del coro. Una cosa che McTell comprende benissimo è la difficoltà che Thomas ha nel creare un tono armonioso.

Ottimismo

Uno dei cantautori preferiti da McTell, Woody Guthrie, una volta scrisse: “odio le canzoni che ti fanno pensare che non hai niente di buono, odio la canzone che ti fa pensare che sei nato solo per perdere, che sei obbligato a perdere, che non sei buono per niente e per nessuno”. Un altro tema prevalente delle canzoni di McTell è l’ottimismo. Con l’età, McTell ha cominciato ad apprezzare il valore del fatto che ”non tutto il male viene per nuocere” (looking for silver linings in dark clouds.).
In "After Rain", dall’album del 1995 Sand in Your Shoes , per esempio, ogni verso include una concessione alle difficoltà della vita, ma si chiude con la rassicurazione che la “terra profuma in modo più dolce dopo la pioggia”. La canzone è un altro esempio che McTell preferisce l’uso di un linguaggio immaginario legato all’acqua. Oltre alla “pioggia”, McTell include le parole “diluvio”, “lacrime”, e “alluvioni” per descrivere la distruttiva e allo stesso tempo la potente grazie che hanno in comune i liquidi.

"Weather the Storm", dall’album del 1976 Right Side Up, ha un tema simile.
Into every life, a little rain must fall,
And for sure it poured down on you.
An umbrella's no good in a hurricane,
But just like the sun in the end you come shining through.
Il ritornello riafferma la sfida della vita ( tu hai resistito nella tempesta) ma dà importanza al suo ultimo premio ( e tu risali sorridendo alla fine ). "Throw Out a Line and Dream" dall’album del 1986 Bridge of Sighs si alterna tra due punti di vista differenti. Una parte è ottimista, vedendo un fiume, un porto e una strada mentre l’altra vede solo una corrente, una banchina o un sentiero. L’idealista si diverte ammettendo che “gli uomini saggi dormono/è sciocco chi sogna”. Egli fa notare che predilige la libertà sulla possessione (“tu li vuoi messi al sicuro/ed io li voglio liberi”).

Due canzoni dall’album Red Sky registrato nel 2000 arricchiscono il tema. "Up" segue il primo modello di riconoscimento di sfide della vita di McTell (“quando tu guardi verso la collina la devi scalare/e I tuoi dubbi non scompariranno”) ma dopo ricorda all’ascoltatore che essi possono essere superati (“ma non guardare giù, guarda avanti, non è come dissero, c’è una lunga strada da fare prima di arrivare qui”). La libertà/prigionia immaginaria di "Throw Out a Line" è anche rivisitata (come un uccello si libera dalle catene della notte/e sorgono dalla base della vallata”) In "Icarus Survived the Fall", McTell fa le sue più complete approvazioni di ottimismo. Egli dirige probabilmente la più riconoscibile rappresentazione della follia umana su un eroe nella canzone. Egli da Icaro la sua occasione per parlare, e il suo consiglio è considerabile. Se non fosse pervasa da umorismo, comunque, le sue dichiarazioni e l’intera canzone sarebbero un fallimento tanto grosso come il suo volo originale. Ancora, il maturo McTell riconosce che una intera e più zelante espressione del tipo non potrebbe avere più successo.
“Time will steal your youth away
And dreams that fire your soul
It was not pride or vanity
That robbed me of my goal
I blame inferior materials
When things grew hot
Instead of saying how I blew it
Look how near I got!”
Il ritornello è similarmente spiritoso fino al punto:
Is your cup half empty,
Or is your cup half full?
Is that guy a fool to try
Or is he really cool?
Nobody made nothing
Who never made mistakes
I’m grateful for this opportunity
To put things straight.
È facile immaginare McTell come il cantautore che applica I suoi stessi consigli, ricordando che le sue creazioni, non perfette, possono creare “qualcosa di bello fuori dalla disperazione. Esso dipende tutto dall’atteggiamento”

Compassione

Ero a scegliere un aggettivo per descrivere le canzoni di Ralph McTell, può essere compassionevoli. È duro pensare ad ogni sua aspirazione, ogni suo materiale che non mostra questa sua ammirevole qualità. Le canzoni che io discuterò in questa sezione sono semplicemente alcune delle più rappresentative.

"Streets of London" è certo, la più famosa composizione di McTell. Essa è facile da capire ed ha acquistato grande popolarità durante gli anni, ma io credo che se lo avesse chiesto McTell non avrebbe valutato così altamente come altri del suo canone in termini di qualità. Il ritornello con la sua diretta e sfidante domanda, è la parte più forte della canzone e la rende personale ad ogni ascoltatore. In quattro separate occasioni abbiamo chiesto:
How can you tell me you're lonely
And say for you that the sun don't shine?
Let me take you by the hand
And lead you through the streets of London.
I'll show you something to make you change your mind.
La stessa pietà è un vizio di cui tutti ne siamo preda. Dopo aver ascoltato questa canzone, è unica, noi non proviamo mai esattamente  ciò che abbiamo provato la volta precedente. I versi, fraseggiati come domande, non sono del tutto potenti, ma includono stupendi dettagli che portano alla vita delle vecchie persone di strada, le quali sono concentrate nella canzone. Il nostro occhio della mente affonda nelle strade come noi immaginiamo un uomo vecchio “che prende a calci il giornale scalzo”. Egli è uno scarto, ancora sveglio mentre gli altri dormono, così in apparenza irrilevante come le “notizie del giorno prima”. Dopo il vecchio uomo riflette, “guardando al mondo/sopra il bordo della sua tazza di tè”. Saggiamente McTell non ci dà un’apparizione fugace attraverso i suoi pensieri. Noi proviamo, noi già sappiamoli suo tono. Il verso finale, forse il più triste di tutti, mantiene ancora una promessa per un mondo migliore. Finché tali canzoni sono scritte - e troviamo un pubblico ricettivo ad esse- probabilmente c’è ancora speranza per “un mondo che non importa”
In "Gypsy", dall’album del 1972 Not Til Tomorrow, McTell ritrae un altro gruppi di uomini e donne che vivono fuori della corrente principale della vita. Virtualmente un vagabondo nella sua giovane maturità, McTell riconosce i viaggiatori come spiriti congiunti. In Summer Lightning egli racconta il “brivido che io provo sempre in prossimità loro”. Il messaggio della canzone è unico di entrambi compassione sulla parte di McTell e sfida sulla parte del suo gitano. Noi, che escludiamo i gitani dalle nostre città, ancora guardiamo con cupidigia le loro figlie, manchiamo del loro sesto senso per la percezione della vita, e, cosa più importante, invidiamo la loro libertà. Nonostante il fatto che il mondo è diventato “tagliato a pezzi dalle barriere”sia fisico che società, il gitano rimane ancora fiero di mantenere le sue tradizioni e sostenere il proprio sentiero, noi lo abbiamo aiutato a fare l’unica cosa che poteva fare: viaggiare.
"Pykey Boy" ,scritta dieci anni dopo per Water of Dreams ha un sentimento simile. Ancora, il "Pykey Boy - un viaggiatore uno scalino al di sotto del gitano - riconosce le sfide della vita che ha scelto, (“è stanco e c’è pioggia nel cielo”)ma usa molte delle sue canzoni per celebrare i vantaggi. Dopo tutto egli ha un lavoro, un buon cane, il suo occhio su una ragazza, e una volta che la primavera finisce “l’estate appartiene a me”. L’ultimo verso di "Geordie's on the Road", anche in Water of Dreams, potrebbe essere indirizzata ad ognuna di questi protagonisti delle canzoni:
May the road that leads you on,
Like the choice to be alone,
Be direction freely made
And at the right time lead you home.
Queste canzoni sostengono i perdenti, i miseri nella vita, e mostrano la simpatia di McTell per loro.
“Stranger to the Season”, incisa come singolo nel 1983 e dopo inclusa nell’album del 1992 Silver Celebration, è indirizzata ai disoccupati. Delicatamente cantata, sta ancora punzecchiando l’attacco contro il Thatcherismo, e cosa esso può fare all’uomo medio.
When the factories close down, the life bleeds from the town
           Some politicians tells us, ‘build another home’
           But weren’t they voted in to lead us?
La canzone mostra una sorta di compassione nei confronti dei politici ad eccezione di Thatcher. Mentre loro avrebbero potuto provvedere “giustifica e ragiona accuratamente”, i loro corpi di pubblica sicurezza servono solo “ad agitare l’amarezza che sta crescendo/per coloro che sono stati traditi” nel ritornello McTell afferma che essi hanno creato una situazione di natura mai premeditata.
A man without a job
Is a stranger to the season
No music to the cycle of the changes will he hear.
Like a band without a drummer
There’s no Winter, Spring, or Summer
There’s no rhythm to the passing of the
Months that make the year.
Se questo squilibrato innaturale non fosse indirizzato, la società ne soffrirà ampiamente.
Everyone is poorer for the millions
           That keep grousing
           Whose season stays at Autumn
           And whose only color’s grey
“Song for Martin” apporta un approccio più personale scritta per Martin “Tubs” Soles, un vecchio amico di McTell conosciuto a Parigi quando era un suonatore ambulante, essa è una commovente richiesta di assistenza dell’uomo nel momento del bisogno. (Soles combatté una lunga battaglia contro la tossicodipendenza e morì in un incendio). Come molte persone nella sua situazione, Martin non ammetterà di aver bisogno di un piccolo aiuto da parte degli amici. (adesso non prendertela a male quando ti dice che non ha bisogno di te/perché è in questi momenti che ha più bisogno del tuo aiuto). La semplice compassione e l’amicizia è messa in rilievo dal ritornello della canzone di McTell, (e dai suoi primi due versi) seguito da un appello diretto: “non lasciate Martin da solo stanotte”. Tipico di McTell, la canzone ha una spinta ottimista, il ritornello finisce con la speranza: “questa volta penso che lui lo superi”.
Religione
In Angel Laughter, il primo volume della sua autobiografia, McTell scrive anche del ruolo che ha la religione e la fede nella sua vita. “Avevo bisogno di credere che c’era Dio”, scrive, “e avevo bisogno che lui ascoltasse le mie preghiere, e quando mi piacesse pregare”. Nella stessa pagina scrive “mi convinsi in più di una occasione che Dio mi avesse parlato”. Dopo, alla pagina 76, egli descrive una nuova fase della sua fede. Egli ricorda di essere “dominato da una febbre evangelica, e tutto ciò che volevo fare era portare le persone alla scuola domenicale, non solo a causa di una accresciuta convinzione religiosa, ma perché queste persone erano così carine, che io volevo farle sentire al meglio”,
"Mrs. Adlam's Angels" (Spiral Staircase, 1969) è un distaccato ma affezionato ricordo nei confronti del suo vecchio insegnante della scuola domenicale. La canzone è semplicemente descrittiva; l’adulto McTell, non più a lungo un credente, supera senza valutazione la vecchia signora. In realtà le domeniche a casa sua sono descritte come un “sogno”, e McTell spiega chiaramente che le sue intenzioni erano buone: “e Mrs Adlam disse, gli angeli seduti intorno il nostro letto/per salvarci dall’oscurità”. La canzone finisce con l’adulto stupore suscitato dal piacere di un bambino verso la fede: “in una domenica sera d’estate ho il coraggio di ascoltare gli angeli di Mrs Adlam nell’aria?”
Sebbene fosse stata registrata lo stesso anno, "Father Forgive Them" (My Side of Your Window) è completamente diversa nel tono. Secondo Chris Hockenhull, la canzone fu registrata ( ma mai inclusa) per un film chiamato Staircase che “offrì una simpatica idea di omosessualità” (Streets of London, p.53). E sebbene il verso “Gesù era un uomo che faceva compagnia agli uomini” diventa più chiaro in questo contesto, la canzone è molto generale tanto da costituire una condanna del prossimo. “Niente che non possa accadere nei nostri schemi o progetti”. Subito dopo aver difeso i gitani e i ragazzi avari, il giovane McTell sta chiedendo più compassione per questi ultimi, ormai considerati “estranei” per l’ordinata popolazione. L’ultimo rigo include il riconoscimento che tutti noi, non importa il nostro orientamento sessuale, dobbiamo chiedere il perdono di Dio. Durante i suoi primi viaggi McTell fu costretto a scoraggiare le amorevoli attenzioni di un uomo che gli fece guadagnare una chiara avversione per i gay. Ricorda in Summer Lightning il giorno in cui acquistò una nuova prospettiva, grazie ad un amico. “Uno enunciai i miei pregiudizi e le paure verso i cosiddetti “bizzarri”, egli li demolì con la ragione e l’umanità che mi fece sentire come un piccolo svergognato” (pag 267).
"Wish I Could Pray", un brano originariamente incluso nell’album del 1979 Slide Away the Screen, ma inclusa solo nel cd inciso con lo stesso titolo nel 1994, contrasta lo scetticismo di McTell (ora sono un uomo e penso da uomo) con la sua fede infantile ricordata prima in "Mrs. Adlam's Angels" (quando ero bambino, pensavo da bambino). Questo paragone - che potrebbe essere considerato offensivo - chiarisce il motivo per cui fu escluso dalla prima registrazione. Dall’altro canto, è anche un paragone che molti capiscono e lo fanno proprio. Questo stesso gruppo di miscredenti non ha dubbi riguardo una similitudine desiderata, essi potevano “credere che tutto fosse stato pianificato anticipatamente” da un Dio benevolo. In Summer Lightning McTell ritorna al tema. Mentre visitava Firenze egli assiste ad una consacrazione di gruppo e prova “un pizzico di invidia verso il loro atto corposo, genuino nell’adorare appartenendo a qualcosa” (pag.220).
In seguito, la più potente canzone di McTell è "Jesus Wept" (Sand in Your Shoes, 1995). Di nuovo, è chiaramente una canzone da miscredente, una canzone che fa eco a domande molto scettiche riproposte durante gli anni, ed una che è dolorosamente chiara, in che modo gli umani hanno poveramente interpretato e attuato gli insegnamenti originali di Cristo. Il Gesù di McTell ha una figura molto umana, dimostrativa (sogni e premonizioni l’hanno stancato e commosso), piena di dubbi (“il più grande miracolo è il fatto che ognuno ci credeva”), piena di paure (egli si domanda:  per poter provare dolore alle unghia,sono abbastanza uomo?”) anche capricciosa (sebbene Pietro lo avrebbe potuto tradire, egli lo fece la pietra sulla quale costruire la sua prima Chiesa/per separarlo dai suoi peccati/un uomo che sta per morire gli sono concessi alcuni peccati). I suoi ultimi pensieri sono rivolti alla madre e al padre. È evidente che i sentimenti di McTell verso Cristo dal punto di vista umano, sono profondi. Le parole potrebbero essere migliori, in un posto più compassionevole, se il suo messaggio fosse ascoltato più spesso da coloro che lo celebrano come il Figlio di Dio. Gesù pianse e McTell sta piangendo con lui.
Solitudine
Disperatamente le canzoni di McTell sono popolate da personaggi soli. Miss Johnson, la figura centrale in “Chalkdust” (You Well Meaning Brought Me Here, 1971), lei è un insegnante per giovani donne “che sembrano crescere così velocemente/e dimostra che lei sta invecchiando lentamente”. Sono i suoi tormenti, sia per le domande che le fanno durante il corso di biologia, sia con il modo che hanno cos’ diffamatorio, la vecchi zitella, attraverso i gruppi bisbiglianti del cortile e le parole volgari scritte sulla lavagna. Il suo vuoto commovente e i suoi desideri fisici sono colmati solo dalla polvere di gesso. Sebbene il più triste di tutti è il fatto che la polvere di gesso è derivata dalla sua stessa creazione, le “difficili e pianificate lezioni dell’altro giorno”. Solo il bidello con i suoi modi gentili, ha la galanteria di augurarle la buona notte. L’intero significato della canzone è un po’ incerto. Sebbene, lei una volta avesse un corteggiatore, il nome del quale pende sul muro “nella hall/su una pergamena per le onorificenze impolverata e non letta”. Sebbene, oggi è una persona importante e le lettere “che lei fa scivolare sotto le porte” sono lettere di commiato, che annunciano la sua rassegnazione. In ogni passo, l’immaginazione di McTell nella canzone è brillante.
           Chalk dust settles everywhere,
           Dries up her voice, whitens her hair.
           Finding, filling every place.
           But for punishment the hundred lines upon her face.
Come la canzone finisce “con la polvere  di gesso che cade nei raggi del tramonto/attraverso il vetro della finestra” ognuno prova la sua frase lamentosa che deve essere sicuramente alternata alla lettura:”cenere alla cenere, polvere di gesso alla polvere di gesso”.
Arri, il protagonista in “Tous les Animaux Sont Tristes” (Sand in Your Shoes, 1995) è così diverso da Miss Johnson come le barche lo sono dalle aule, e ancora, qualcuno potrebbe non essere d’accordo che egli,a modo suo non è solo. In Streets of London (p.151), McTell spiega che la canzone  si basa sulla vita di Aristotele Onassis. “ha la sua barca, ha tante barche, ma era ancora triste, aveva la sua famiglia, ma non era felice, perché aveva bisogno di qualcosa in più. Come molte persone ricche, egli credeva di potersi procurare la felicità, e per di più procurarsi un talento artistico come quello di Maria Callas, perché non aveva niente altro da fare con i suoi soldi. Egli la uccise metaforicamente, e dopo ritornò alla sua oscurità, ed era ancora da solo, cosi principalmente,poiché non poteva dare a se stesso nessun potere, sposò la vedova del più potente uomo del mondo”. Il titolo (“tutti gli animali sono tristi dopo aver fatto l’amore”) continua McTell “viene da un verso di un poema latino, il mio amico Graham Preskett mi informa, ma lo ascoltai la prima volta in Francia. Fare l’amore coinvolge un punto saliente e dopo un anti-apice, il quale lo eguaglia al giovane tizio che non è mai soddisfatto”.
“Tequila Sunset” (Right Side Up, 1976) è in scala molto più modesta, ma ugualmente efficace. Scritta durante, ciò che Hockenhull chiama un “colpo di sbornia” di McTell in California. La canzone parla di un giovane che si trova in un bar in cerca di qualcuno o qualcosa che “lo riporti alla sua vita”con i suoi occhi. È una temporanea situazione imbarazzante e lui lo sa. Conosce una ragazza con la quale va d’accordo:”non dirmi la tua triste storia e io non ti dirò la mia”. Le parole non sono ciò di cui noi avevamo bisogno ora (“nonostante noi diciamo è proprio la sbornia a parlare”); piuttosto una risorsa per semplificare attraverso la notte (una frase presa in prestito da John Lennon). Desideroso come la canzone, l’ascoltatore in qualche modo sa che diversamente da Arri, la solitudine del giovane non è incurabile.
“Holiday Romance” (Bridge of Sighs, 1986) racconta un’altra cura temporanea alla solitudine, ma questa volta dal punto di vista femminile. La donna nella canzone, conquistata e sedotta durante una vacanza, in principio indossa lenti di colore rosa (“e lui ha gli occhi marroni così profondi/un modo diverso di parlare/lei non si preoccupò mai che poteva essere una bugia”). Tornata a casa, comunque, ancora si strugge di desiderio per lui, mentre lui no. McTell mette in risalto l’universalità della situazione (nessuno può innamorarsi/un idillio festivo”), e rafforza il messaggio intelligentemente parafrasando un verso famoso di Bob Dylan (“non è proprio come una donna?/non è proprio come un uomo?”).
“I Miss You Most of All” (The Boy With A Note, 1992) è un rapporto diretto di mesto desiderio. Una idea di come il paroliere di talento Dylan Thomas avrebbe potuto dichiarare i suoi desideri per la moglie Catlin, McTell usa i più semplici dei versi:
And I miss the bus
And I miss the plane
And I miss the boat
And I miss the point
And I miss the reason
And I miss the call
But, darling, I miss you most of all.
Infermità Mentale
“Michael in the Garden” (My Side of Your Window, 1969) è una delle canzoni di McTell più conosciute e più amate. McTell ha affermato che è il genere di canzone che uno può scrivere solo quando uno è giovane. Ha anche scritto, nel suo Songbook del 1972, che la “canzone non è autobiografica, sebbene ci fossero stati tempi in cui aveva desiderato che lo fosse.” È una canzone personale, comunque, essendo stata ispirata dal fratello di sua moglie Nanna, Olebjorn. Dato il messaggio di questa canzone, mi trovo un po’ a disagio nel classificarla sotto l’intestazione tematica  di malattie mentali. Per McTell, Michael non è necessariamente malato o handicappato; piuttosto, egli vive in un posto diverso, “verso la pace del mondo”, la canzone è quasi tutta strutturata in modo imbarazzante e deve essere stato terribilmente difficile da cantare. È anche da notare che a suonare questa canzone è Mctell, l’abile fingerpicker. Ciò aggiunge ad essa poter incommensurabile. Nella logica, poi, la canzone riflette la diversità del mondo di Michael. Strutturata in maniera molto chiara, il messaggio della canzone può sembrare di scarso interesse. Dopo tre versi tipici , in cui questo mondo fuori dal normale di Michael è riferito a “loro”, la canzone cambia col ritornello in una prima tendenza che modifica il contrasto da Michael/essi a Michael/noi (Michael dove siamo?)/noi che vediamo che c’è qualcosa di sbagliato nella tua mente”?). questo è il cambiamento più intelligente sul ruolo di McTell.poiché l’ascoltatore si è divertito con McTell nella sua di lui o di lei condanna verso di loro, ora lei/lui è costretto ad un esame di coscienza. La seconda tendenza più rilevante riempie verso per verso, elevando la tensione alla maniera di Dylan, finchè noi guadagniamo la libertà e risolutezza come fa Michael:
That really he's free
           And there's nothing to mend
           For his wings are not broken.
Il fatto che McTell metta Michael nel giardino, è anche, naturalmente, significativom. Michael è l’innocente nel giardino, “in principio con gli insetti, i fiori, e gli alberi, e il vento e gli uccelli.” Dal contrasto, la nostra esperienza e la saggezza formano una tela di ragno che ingannano sia noi stessi che Michael, “una farfalla morente”. L’innocente Michael è in grado di perdonarci, ma il suo attacco alla saggezza convenzionale è molto lontano meno indulgente.
“The Ballad of Dancing Doreen” (You Well Meaning Brought Me Here, 1971) inizia modestamente, descrivendo sufficientemente Doreen e il suo partner Brian, come competono in una gara di danza in una sala da ballo. Fanno il loro meglio, in modo appassionato per impressionare i giudici, ma un'altra coppia vince la competizione. Brian piange, ma l’effetto della decisione dei giudici è apparentemente sopportabile per Doreen. McTell è solito ripetere la costruzione parallela per descrivere il crollo di Doreen:
And Doreen was dancing when they called the management.
Doreen was dancing when he called the doctor.
Doreen was dancing when they called the ambulance.
Doreen was dancing and no one could stop her...
Dancing.
Ora abbiamo ignorato i dettagli lirici dei primi versi tolleranti per un esame più attento. Realmente ha Doreen trascorso le sue sere a seminare mille lustrini con la sua mano sul suo abito elegante? Doreen soffre le delusioni della suntuosità, della magnificenza, sebbene risulti innocente al primo esame, non lo è più alla fine della canzone. Lei è una regina, e Brian il suo re,ispirato negli elementi dallo show della BBC “Come Dancing”, McTell vede la canzone come un tipo di satira, ma più importante, “una,scusa per simpatia e comprensione come il rumore del tamburo che esiste, sollevato momentaneamente dalle influenze della musica ed eleganza  e sono lanciati contro la durezza della realtà” ( citazione di una e-mail spedita il 16/02/03).
“Care in the Community” (Sand in Your Shoes, 1995) impiega l’ironia in modo più effettivo. Proprio come in “Michael”, McTell descrive l’apatia e la confusione pubblica verso la malattia mentale della società. Nella canzone noi incontriamo un probabile schizofrenico (“c’è un uomo che corre sul treno /ha le voci nella sua testa”) una donna disturbata che parla ininterrottamente a se stessa, una giovane prostituta che parla del suo cambiamento, e un'altra persona - questa volta un giovane - che sostiene “una conversazione univoca”. Prima e dopo avendo parlato di questo gruppo di disadattati ci siamo ricordati di come il più fortunato fra noi discute sulla situazione o, piuttosto, non la considera affatto. Il meraviglioso gioca di parole dell’espressione “prendersi cura” usato nel ritornello segnala chiaramente l’intenzione di McTell di impiegare la canzone come un avvertimento. In una intervista egli affermò:”noi, come una nazione, siamo spaventati a non dire o a non fare qualcosa riguardante tali malattie (trattando il malato mentale come un derelitto), o a non tentare di aiutare queste persone per paura dell’imbarazzo o dell’ingiuria. Una società senza compassione può velocemente diventare una che è pericolosa per tutti i suoi cittadini.
Canzoni di Protesta
R. Serge Denisoff (Journal of American Folklore, 1966) classifica in sei regole possibili i tipi di canzoni di protesta (divertimento a parte)
1.      Sollecitare il supporto e la simpatia di una fazione per una causa
2.      Rinforzare i valori già mantenuti attivi in un movimento
3.      Promuovere coesione e alta moralità con l’organizzazione della protesta
4.      Reclamare nuovi membri per l’organizzazione
5.      Proporre azioni specifiche a risolvere problemi sociali reali e no
6.      Identificare conflitti o malcontenti in una società, di solito in termini emotivi.
"I've Thought About It" (My Side of Your Window, 1969)è un buon esempio per questo ultimo tipo di canzone. È molto chiaro e fa affidamento pesantemente sul modo appassionato di McTell di cantare e suonare. Non ci sono aree grigie nella canzone;le cose sono buone o cattive. "Blues in More Than 12 Bars" dallo stesso album è più interessante nella prestazione. Iniziare un tono molto baldanzoso, è la storia di Billy, un giovane che non riceve mai del bene da chi è all’altezza e ha il potere di insegnare la natura del gioco di una vita in una società corrotta. Dopo essere finito più volte in trappola, Billy diventa saggio.
So when Billy then pulled a job, well he’d up and leave the town
And he robbed around the country till he had enough to settle down
And Billy used his head, took a wife into his bed
And he employed some other guys to do his dirty work instead
And Billy played it cool, and his kids did well at school
And his life of sobriety was respected by society.
Talmente rispettato che diventa sindaco, governatore e infine presidente degli Stati Uniti. Ambientando la canzone in America diminuisce il suo mordente per il pubblico del Regno Unito e si adatta con la scherzosa blues della musica. È una canzone che ti diverte piuttosto di farti soffrire.
"Pick Up a Gun" (You Well Meaning Brought Me Here, 1971) è un attaco amaro contro la British Army in particolare e contro le armi in generale. McTell passa i peggiori sei mesi della sua vita all’età di quindici anni nel Queen’s Surrey Regiment Junior Leader’s Battalion. Come ci fa notare nella canzone,egli “fu più fortunato di molti altri poiché ottenne la libertà in tempo”. McTell porta più delle esperienze personali a questo proposito. In alcuni modi, questa è la prima canzone di protesta matura. Egli accusa un sistema sociale selvaggio che prende i giovani e riempie “le loro teste piene di bugie” e mette “la paura nei loro occhi.” A chi diamo la colpa? La stampa (“qualcuno scrisse l’informazione nel giornale che loro lessero”), i politici che dicono “la persone possono avere un arma”, lo scrittore “vanamente sforzandosi/la sua penna si immerse nel loro sangue quando scrisse che la morte ha ottenuto la gloria” e mai il clero (“glorificare Dio e lodare la bomba”)che passivamente aggiunge loro “lo farai” per ogni soldato sepolto. Poca meraviglia, poi, che così tanti giovani sono sedotti a lasciare casa per l’arma.la canzone finisce vigorosamente con McTell, il primo soldato,affermando che “non metterai le mani su mio figlio/puoi aspettare finchè dura il Regno.
"Water of Dreams" (1982) include due delle migliori canzoni di protesta di McTell. Il titolo della traccia rimane uno dei classici "Joe Hill" con l’uso di un narratore che incontra i fantasmi di tre martiri (“sognavo di vebere Joe Hill la scorsa notte/vivo come me e te”) Blair Peache è la figura primeggiante della canzone. Per la maggior parte degli ascoltatori contemporanei il nome non ha nessun significato Peache era un trentenne bianco, insegnante (nato in Nuova Zelanda) che fu ucciso mentre prendeva parte ad una dimostrazione anti-razzismo a Londra nell’aprile del 1979. la sua morte fu una celebre causa per la difesa di quel tempo; la canzone di McTell fu scritta per conservare la sua memoria. Due figure che lo accompagnano nel sogno sono Jimmy Kelly (che morì in poco tempo dopo essere stato colpito dalla polizia)e Liddle Towars (un’altra vittima dell’attacco della polizia) questa descrizione serve per far capire i primi due versi della canzone, il messaggio reale comunque, arriva nel suo ritornello:
If you can learn to live with your doubts
You will soon learn to live with the lie,
But the questions will rise on the water of dreams
And be washed to the shore to be seen,
By your sleeping eye.
Questo è il diretto appello di McTell alla coscienza di un pubblico apatico. McTell apparentemente include se stesso in questo gruppo di persone, come verso finale i tre martiri indicano che è così, poiché non fece “mai niente “ delle loro visite notturne. Includendo se stesso tra i colpevoli McTell si libera da quel genere di colpevoli che offusca il centro di molte canzoni di protesta. Per fortuna la canzone raggiunti gli ascoltatori contemporanei per mettersi in azione, così segue una delle regole di Denisoff “sollecitare il supporto e la simpatia di una fazione per la causa”.
"Bentley and Craig" racconta la storia di Christopher Craig e Derek Bentley, due giovani del sobborgo nativo di McTell nei dintorni di Londra:Croydon, che nel novembre del 1952 commisero una rapina. Un agente di polizia fu ucciso durante il tentativo di arresto. “Noi tutti sappiamo che Christopher Craig ha colpito il poliziotto”. McTell racconta in Angel Laughter (p.133), “e qualcuno sa che Derek Bentley soffriva di epilessia e mentalmente era come un bambino di 8 anni.” Così a 16 anni, Craig era ancora giovane per essere condannato a morte. Bentley, comunque, fu impiccato quasi subito dopo l’accaduto. McTell racconta i suoi sentimenti “e il silenzio spaventoso che seguì alle notizie, tutte le mie voci mormoravano allo stesso tempo, io elemosinavo una risposta cercandola con gli sguardi, risposta che avrei dato alla mia famiglia e i pochi adulti che incontrammo”.
Questa canzone è tipicamente legata al quinto enunciato di Denisoff (“proporre azioni specifiche per risolvere problemi sociali reali ed immaginari”). In questo caso l’azione proposta da McTell giace nei versi finali della canzone:
Oh you men on our behalf who sanctioned that boy's death
There's still one thing left to do
You can pardon Derek Bentley who never took a life
For Derek Bentley cannot pardon you
Nel 1998 a Derek Bentley fu concesso il perdono, così confutando il verso “io ci ho pensato su” in cui afferma “le canzoni non cambiano le cose”.
Sand in Your Shoes (1995) è uno tra gli album di McTell registrati e che include un numero di canzoni di protesta eccellenti. Il suo sdegno per la politica di Margaret Thatcher è stato proprio notato
“The Enemy Within” (Sand in Your Shoes, 1995) prende il suo titolo dalla classificazione della Thatcher dello sciopero dei minatori nel 1984 (“c’era una volta quando lo sciopero continuava/io pensavo che potevamo vincere/nonostante tutto eravamo stati chiamati/i nemici interni”). Mctell intelligentemente sceglie un membro del gruppo della miniera di carbone come narratore della canzone. Numerosi libri sono stati scritti sulla posizione della musica nei movimenti laburisti. Il famoso ed esitante paroliere Joe Hill una volta scrisse: “un opuscolo con niente di buono come contenuto non è mai letto più di una volta, ma una canzone viene imparata se ascoltata ripetutamente.” Come messaggio della canzone può essere proprio l’effetto che ha sulla morale dei lavoratori.
              There was a moment as we marched back
              With the colliery band in front
              Some said we’d been defeated
              But it felt as if we’d won
              All on account of the cheering
              The music and the crowd
Gradatamente, comunque, il membro della banda scioperante capisce che la causa è persa. Gli amici sono stati visti in negozi di drogheria “mentre scaricavano i carrelli della spesa/invece dei carrelli col carbone”, sempre meno rappresentanti si radunano per scioperare. Finalmente lo scopo del gruppo diventa “proprio come un guscio che tiene/un eco della nostra anima”. In una intervista a John Tobler, McTell dichiara: “la mia intenzione nella canzone, sebbene non mi piace essere troppo in contrasto, fu di guidare la gente del Sud a considerare il significato che tutto questo poteva avere per la comunità.” La storia è diretta verso una melodia meravigliosamente triste(basata su un vecchio inno Battista), completata con l’accompagnamento appropriato di strumenti di ottone. La maturazione di McTell come artista è sulla piena dimostrazione in questo brano meraviglioso.
"The Islands" ha un tono più gentile, ma a modo suo è anche piuttosto efficiente. La canzone è una descrizione carinamente bilanciata su una battaglia intrapresa tra la Natura e l’Uomo dopo la caduta del petrolio nel 1993 presso le isole Shetland. La prima metà della canzone descrive l’ordine naturale della vita animale e umana nelle isole Shetland che sarà assalito dal petrolio riversato dalla nave naufragata Braer nel secondo. I colori naturali della primavera dipinta nel secondo verso sono anneriti dal petrolio nel quarto. Il modo particolare di suonare il violino da parte di Chris Leslie pone maggiore attenzione al gentile avvertimento che McTell fa nel suonare la canzone. La natura valuta i danni in giro fatti questa volta, ma noi saremo felici la prossima volta quando la bramosia delle compagnie petrolifere che li persuade per “navigare avvicinandosi alla spiaggia/per salvare sia il carburante che la pace?”.
"The Case of Otto Schwarzkopf" è basata su un poema di Shmuel Huppert, uno scolaro israeliano che fu imprigionato a Belsen durante la guerra. Come la canzone seguente "Peppers and Tomatoes” dello stesso album, è un promemoria peculiare allo scopo della purificazione raziale può avvenire. (“Prega l’umanità può ascoltare/ciò che nonpuò vedere attraverso le lacrime/il pianto di ieri prima del domani”). Mentre noi ringraziamo Huppert per il meccanismo ingegnoso del brano centenario che ruota intorno ad una valigia inanimata (durante una esposizione in un museo), noi possiamo applaudire l’arrangiamento di McTell, il suo gusto nel porlo ad un pubblico e che riconosce il suo produttore, , Martin Allcock, per il suo accompagnamento molto appropriato al piano.
"Peppers and Tomatoes” è un’altra canzone di protesta piena di potere sebbene abbia il commune denominatore di essere applicata amaramente a molte guerre civili. Fu ispirata da una insurrezione in Yugoslavia. “Io stavo pensando alla Yugoslavia rurale” dice McTell nell’intervista al Tobler già precedentemente citata, “dove forse due comunità cristiane stavano vivendo.” Io non parlo di Cristiani che uccidono Mussulmani (o viceversa), ma di Cristiani che uccidono Cristiani. La storia è raccontata da una persona minore del quartiere che sta crescendo sempre di più e attento agli eventi contemporanei. La canzone è perfettamente costruita. Come le preoccupazioni dell’uomo si rafforzano, verso dopo verso, il ritornello, dimostrando la fede alle origini,sembra di consolazione che non diminuisce.
               Oh this little patch of dirt, oh this little pile of stones
              I can wash the dust from off my face and off my skin
              But this earth is in my bones.
Dal momento che nel primo verso si contrappone al suo nazionale (“coltivo pepe e pomodori…..crescono fagioli e patate”), nel secondo usa il pronome “noi” ed evidenzia le loro solitudini ( e più tardi durante l’anno porteremo del vino a tavola/porteremo vino a tavola,divideremo ciò che abbiamo coltivato”). Un sentimento d’”amore per il vicino “prevale per un tempo breve. I soldati entrano a far parte della canzone nel terzo verso, e nel quarto la scelta del vino da parte del narratore è contrastata dalla scelta per la birra. Il quinto verso è fondamentale. Alla sua conclusione “alcuni anziani e giovani soldati/stavano mormorando delle note e cantando parole di una canzone che non conosco.” Nel sesto verso impariamo il principio della intolleranza religiosa tra i due gruppi. Dal settimo verso l’uomo si prepara a scappare, e nell’ottavo egli afferma la sua decisione (“se qualcuno tenta di fermarmi/qualcuno cerca di fermarmi, io sono pronto ad uccidere”). Nel verso finale comprendiamo che è scappato troppo tardi. Nel tempo attuale egli descrive come sente lanciare dai soldati senza volto la frase che è diventata un eufemismo terrificante: “tu puoi venire con me”. La canzone impiega un po’ di tempo per una pausa piena di forza
Un paroliere raffinato proprio dall’inizio della sua carriera, Ralph McTell ha continuato a sviluppare il talento dopo i 35 anni. Le sue canzoni meritano ed esigono di essere ascoltate ripetutamente. Il meglio di esse sta sia nel divertimento che nel pensiero come provocazione, una manciata di esse un giorno potrebbe prendere il posto dei lavori di Lennon e McCartney, Bob Dylan, ed altri scelti come esempio fra le migliori canzoni prodotte nell’ultimo ventennio. Il materiale di Red Sky conferma che McTell è ancora all’apice delle sue capacità. Per molto l’eco delle sue canzoni può attraversare le verdi colline e le strade delle città di tutto il mondo.
Grazie a  Paul O. Jenkins per il materiale fornito.
Un ringraziamento speciale a Marianne James per il lavoro di correzione fatto al saggio.

Opere citate:
Denisoff, R. Serge.  “Songs of Persuasion: A Sociological Analysis of Urban Propaganda Songs.”Journal of American
Folklore 79 (1966): 581-89.
Hockenhull, Chris.  Streets of London: The Official Biography of Ralph McTell.  Bordon, Hants : Northdown, 1997.
McTell, Ralph.  Angel Laughter.  Maidstone: Amber Waves, 2000.
McTell, Ralph  Summer Lightning.  Maidstone : Amber Waves, 2002.

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