La parola ai fans - Weather The Storm

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La parola ai fans

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In questa pagina inserirò gli scritti che mi invierete riguardanti Ralph McTell e le sue e-mail.

London - Half Moon, Putney 03/12/2014 di Lesley Bunce

Il locale per il concerto di beneficenza di Ralph Mctells, per raccogliere fondi per @Crisis Uk, è una piccolo stanza che trasmette una sensazione molto intima. Era solo sul palco. Ralph arriva sul palco alle 8-30. Appariva molto bene e felice.
 
Le canzoni eseguite sono state:
Zig Zag Line
Tequila Sunset
From Clare to Here
Nanna’s Song
Girl on a Jersey Ferry
Sweet Mystery
West 4th Street and Jones
Run Johnny Run
First song
Streets of London
Dreamtime
Old Brown Dog
Summer Lightning
When they were young
Unknown Soldier
Reverend Thunder
 
E qualche altra che adesso non ricordo.
Ralph era in ottima forma e naturalmente si stave divertendo nel giorno del suo compleanno facendo ciò che ama di più.
Ralph è stato raggiunto su palco da Graham Preskett e Frank Gallagher. Graham ha suonato le tastiere, la viola ed il mandolino.
L’amata moglie, Nanna, era tra il pubblico
Ralph intercalava l’esibizione delle canzoni raccontandoci storie ed aneddoti deliziosi.
In conclusione è stata una sera davvero godibilissima.
Purtroppo sono dovuta andare via prima a causa dell’orario dell’ultimo treno per tornare a casa.


Da: LeolaLtd@aol.com [mailto:LeolaLtd@aol.com]
Inviato: lunedì 27 dicembre 2004 13.32
A: dlmosca@weatherthestorm.it
Oggetto: Re: Merry Christmas and Happy New Year

Ti invio i mi migliori auguri per il nuovo anno e spero tu abbia trascorso un bel Natale, Domenico.

Spero ti piaccia il nuovo sito e ci sono molte nuove cose che usciranno nel 2005 tra cui un libro con i testi e un cofanetto di albums. Goditi questa vacanza con la tua famiglia. Ralph

Varese, Italia 1970 di Gigi Prevosti


Era la fine degli anni ’70, e con un gruppo di amici davamo vita a Radio Varese, un’esperienza ricordata di recente nel bel libro “Radio Varese 100.700, l’unica radio libera dell’occidente occupato” (Nuova Editrice Magenta). La musica che vi si trasmetteva era di vari tipi, ma, a differenza di tante altre, il rock, il blues ed il folk facevano la parte del leone.
Nel luglio 1977 Mauro Zambellini - ora uno dei più apprezzati giornalisti rock italiani – era andato al Festival di Nyon, in Svizzera, a sentire il concerto di David Bromberg, e ci aveva raccontato di come quel festival fosse interessante.
Manco a dirlo, l’anno dopo partimmo in quattro armati di tende e sacchi a pelo per godercelo tutto. Ne valse certamente la pena, sia per le proposte nuove, che per quelle già conosciute. A farci rimanere però davvero estasiati furono prima il fascino e la bravura di June Tabor, e poi, a chiusura del festival, il grande carisma di Ralph McTell.
Non è che lo conoscessimo molto - i meglio informati si limitavano a “Streets Of London”! – ma le sue splendide canzoni ed il suo modo di cantarle, seppur tutto solo davanti ad un grande prato pieno di gente, ci fecero subito capire di avere visto qualcosa di speciale.
Tornati a casa ci procurammo subito “Ralph, Albert & Sydney”, che cominciammo a programmare con grande frequenza, e che diventò subito un successo a livello locale tanto che la Casa del Disco del mitico Gege non sapeva più come fare a procurarsene delle copie, dato che quelle che arrivavano venivano subito vendute.
Dopo qualche tempo, però, in radio ci fu una scissione, ed in una dozzina formammo un gruppo chiamato Collettivo Musica per gestire in completa autonomia la fascia serale di un’altra emittente, dedita durante il giorno a musica molto più commerciale.
Ci voleva però qualcosa per farci conoscere.
“E se organizzassimo un concerto? “ ”E se chiamassimo Ralph McTell?”
La Casa del Disco ci diede l’appoggio economico, nonostante il rischio di perdita fosse elevatissimo, e ci mettemmo subito all’opera. Con un paio di telefonate ed uno scambio di contratti, il gioco fu fatto.
Il grosso problema però erano gli spazi dove farlo suonare e, non avendo altra scelta, optammo per il Palazzetto dello Sport, con una capienza di 3000 persone: di certo non ci mancava l’ottimismo!
Ralph arrivò con il suo manager, entrambi stupefatti delle nostre aspettative. Quando poi gli descrivemmo il Palasport scosse la testa sconsolato: “You’re gonna lose your money! I don’t have all that audience!”.
Il risultato fu inferiore alle nostre aspettative, ma superiore alle sue: 1.300 persone quella sera si godettero uno splendido concerto, anche se l’atmosfera del luogo era abbastanza surreale e certo inadatta alla sua musica. Ma tant’è: allora eravamo abituati.
Andammo poi a cena insieme, e al ristorante molta gente, uscita anch’essa dal concerto, venne al nostro tavolo a chiedergli autografi e a scattagli fotografie. Lui era addirittura stupefatto!
Il giorno dopo andammo a prenderlo in albergo, ed il portiere si lamentò del “casino che avevano fatto di notte”: da buoni inglesi dovevano aver fatto acquisti al reparto liquori del duty free…
All’aeroporto ci abbracciò, ancora spiaciuto di averci fatto perdere dei soldi, e ci promise che la prossima volta ci saremmo rifatti.
Non ci fu una prossima volta, ma Gege, che era quello che ci aveva rimesso, da buon appassionato non si lamentò più di tanto.
E’ ancora un bel ricordo per tutti: gran persona il vecchio Ralph!




Foto di Nanni Fachini

Cosa pensano gli italiani di Ralph McTell

Fare un sondaggio su un grande artista risulta una cosa molto difficile, perché sembra sempre poco quello che si raccoglie ed anche perché quello che scrivi ti appare come gia detto da altre persone.
Prima di descrivere ciò che gli italiani pensano sul grande Ralph McTell voglio ringraziare tutte le persone che hanno collaborato a rendere fattibile questo sondaggio.
Nelle brevi interviste su i due brani scelti, Weather the storm e Tequila sunset, sono state raccolte le più svariate tesi su di lui ma, in generale, i brani, la musica e la sua voce sono piaciuti anche agli intervistati più giovani (Emanuele 14 anni) ed a coloro che ascoltano un genere di musica totalmente diverso come l’hip hop (Pina 23).
La fascia di età coinvolta nel sondaggio è stata molto ampia comprendendo persone con età compresa tra i 14 ed i 60 anni.

Weather the storm
Parla di un problema che sento come personale. La canzone sembra scritta per me, il periodo negativo, i vari problemi dell’amico che poi per sua fortuna alla fine riesce a superarli e quindi in un modo od in un altro si realizza. (Domenico 40 fan).

Ascoltata così, ovvero live, mette addosso un senso di nostalgia, ma nello stesso tempo è molto rilassante. Se non si fa attenzione alle parole e quindi s’ignora il significato infonde anche un po’ di nostalgia e si direbbe somigliante a tante ballate romantiche e sdolcinate. In essa traspare il sentimento dell’autore. (Pina 24 no fan)

Weather the Storm is nice......... music for a sunny day and a spliff or two!

Gli accordi della chitarra uniti ai toni caldi di una voce profonda regalano un piacere di libertà in spazi immensi senza i vincoli imposti dalla quotidianità, offrendoci una visione dell’insieme più libera. Il ritornello entra dentro. Musica country da ascoltare quando si è in cerca di una momento di tranquillità da dividere con chi si vuole bene ma anche da gustare senza pretese di egoismo soli con se stessi. (Marco)

Non capisco niente della lingua inglese ma mi piace molto il tono della sua voce e la sua musica. C’è qualcosa di magico!  (Rosanna 28)

Questa canzone in me suscita solo bei ricordi.
Ogni volta che la sento ha il potere di evocare in me odori, situazioni e sentimenti provati durante l’esecuzione del brano durante i 2 concerti che ho visto dell’artista.
È una canzone che amo particolarmente perché mi ricorda un viaggio anzi due viaggi per me molto particolari, fatti con una persona a cui sono molto legata, e ascoltarla ogni volta mi riporta inevitabilmente a pensare a lui e ai momenti trascorsi con lui. (Jennifer 38)

Tequila sunset
Questa canzone mi piace. Lo spirito che mi trasmette è diverso da quello dell’artista. Non ho bisogno di bere tequila per tirarmi su, lo fa già la canzone forse perché pongo tutta la mia attenzione sulla frase “dusty streets full of dreams” e poi sulle parole “Oh Tequila sunset, Tijuana sunrise Turquoise and silver stars hung in the skies” (Jennifer 38)

Differentemente dalla prima, questa canzone è un bellissimo sottofondo da ascoltare al ritorno di una gita carica di emozioni. È un uragano di ricordi davanti ad un interminabile tramonto d’agosto. È una carica! (Pina 24 no fan)


Non so perchè ma ogni volta che la sento mi vengono i brividi ed è come se scorressi nella mente delle immagini di un film, beh forse perché mette a nudo la mia tristezza interiore, dice: prendo un bicchiere di tequila per tirare su il mio spirito. (Domenico 40 fan)

Il motivo e la presenza dei suoni intensi si ripetono. Nonostante tutto non lascia al primo ascolto l’impronta desiderata, il ripetersi però della melodia permette di apprezzare il lavoro nella struttura generale. (Marco)

Questa canzone mi ricorda il mio viaggio di nozze, quindi la considero un brano molto bello. Sento dire parole come tequila, mexico ed allora viaggio …….. con la mente (Rosanna 28)

Entrambe le canzoni
In genere non mi piace ascoltare musica anzi mi innervosisco se i mie figli mi sottopongono ad ascolti forzati, ma devo dire che la sua musica mi ha conquistato, mi sentivo tranquillo mi dava un senso di pace. (Salvatore 64)

Tutti e due i brani hanno lo stesso giro armonico con poche variazioni non significative. Nella musica è come se avesse estratto solo la melodia di Bob Dylan. Non suscita nulla in me non mi piace e non c’è diversità tra i 2 brani tranne che nelle parole. (Paolo 43)

Non posso ascoltare la sua musica la trovo molto triste: mi fa piangere. (Lia 37)

Beh! Mamma mi fa sentire delle sue canzoni in macchina durante i nostri spostamenti.
Anche se le dico sempre di togliere questa palla di cantante dallo stereo, in realtà mi piace sentire qualche sua canzone, spezza la monotonia del mio genere musicale. (Emanuele 14)

È una palla la sua musica proprio non capisco come fate ad ascoltarlo (Fabio 32)


From: LeolaLtd@aol.com

Date: Th 25th december 2003 16.17
To: "domenico mosca"
Oggetto: Re: I: Christmas

Ciao Domenico. Auguro a te ed alla tua famiglia un felice Natale ed un meraviglioso anno 2004. Sono a casa attorniato dalla mia famiglia e non vedo l'ora di tornare al lavoro e in concerto il prossimo anno. I migliori auguri e ringraziamenti per tutto il tuo lavoro sul sito italiano. Mando caldi buoni auguri a tutti i tuoi lettori.

Ralph




Da: LeolaLtd@aol.com
Data: Giovedì, 20 Feb 2003 17:16:16 EST
Soggetto: Risposta
A: dlmosca@tin.it

Caro Domenico,
Abbiamo finalmente trovato una registrazione video di Ralph e ti è stata spedita urgentemente.
Grazie per tutto il tuo duro lavoro e buona fortuna
Distinti saluti Sam

Da: LeolaLtd@aol.com
A: dlmosca@tin.it
Soggetto: Re: the italian site about Ralph McTell

Ciao Domenico ho appena terminato un grande tour in Inghilterra ed adesso ho l'opportunità di visitare il sito web che tu hai preparato sulla mia attività.
Devo dire che sono rimasto molto impressionato ed ho già ricevuto una e-mail da una donna dall'Italia che lo ha visto.
Tante grazie per il tuo entusiasmo per la mia musica e se noi ti possiamo aiutare in qualsiasi modo con informazioni, etc., scrivici.
Puoi tranquillamente estrapolare e tradurre qualsiasi notizia dal sito ufficiale e da quello non ufficiale in Inghilterra.
Ancora una volta grazie e i migliori auguri da Ralph McTell.

Southsea, 28 agosto 2002, di Jennifer


"Le cose non vanno mai come credi...": si è vero e per me lo è stato anche per un concerto e precisamente quello del 28/08/2002 a Southsea in Inghilterra.
Il concerto era quello di Ralph McTell o meglio del grande Ralph McTell. La mia non è retorica, ma solo voglia di esprimere ciò che ho provato durante quel concerto.
L'idea di andarci mi è venuta solamente per coronare uno dei tanti sogni di una persona per me importantissima. Ricordo che, quando siamo arrivati nel locale dove si doveva svolgere il concerto, ero un pò perplessa. Il posto era un pub con un palco piccolo, il bar e tanti tavolini. Beh! mi evocava uno di quei tanti films dove si vedono suonare cantanti poco conosciuti che hanno bisogno del "famoso" lancio pubblicitario.
Comunque entrammo e ci sedemmo molto vicini al palco, così potevo seguire tutto perfettamente da vicino. Di McTell devo dire che non conoscevo molte canzoni, tranne quelle che mi erano state fatte ascoltare da quella persona. Finalmente, dopo avere assistito all'esibizione del supporter, ebbe inizio il suo concerto.
Pensavo tra me e me: sai che noia, ora mi addormento. Ero stanchissima ed inoltre non avrei potuto seguire tutte le sue canzoni, visto che non le conoscevo, invece, con mio grande stupore, la sua voce calma e travolgente mi prese tanto da non perdere né una sua canzone né una sua parola delle introduzioni. Il suo modo di cantare mi faceva provare sensazioni piacevoli, difficili da descrivere.
Il concerto è stato fantastico. Oltre al suo modo di cantare rimasi colpito  dal suo modo di fare dopo il concerto: c'era in giro un'aria familiare, come se tutti i suoi fans fossero degli amici. Infatti, lui era li seduto ad un tavolino a parlare con tutti, a fare le foto, a distribuire autografi ed a bere birra.
Senza volerlo mi trovai a fare la fila e quando venne il mio turno, scambiai pochissime parole, ricevetti un complimento per il mio tatuaggio che Ralph definì "wonderful" poi una stretta di mano e più di tutto una grande soddisfazione: avevo conosciuto un grande artista.
Ora non mi rimane che dire grazie a due persone: alla prima perché, grazie alla sua passione, mi ha coinvolto in questa esperienza; a Ralph McTell grazie per le belle canzoni, per le musiche così particolari e per la disponibilità nei confronti del suo pubblico.


Windsor, Art Centre 17 maggio 2002 di Esteban Castellanos

Ciao Domenico,
Il mio nome è Esteban e vivo a Madrid, sono stato informato da un grande amico Andy Langram, sulla tua pagina web che considero grande. Volevo proprio raccontarti che io ho una esperienza simile quando ho incontrato Ralph lo scorso maggio.
Questo è più o meno ciò che è accaduto: per molti anni ed ora più che mai io ero stato un fan di Ralph McTell. Per molti anni ho atteso che lui venisse a fare un concerto nel mio paese, ma a quando sembrava lui non ne faceva più dal 1972  (questo l’ho imparato dalla sua biografia). Comunque ogni anno, come anche questa volta, ricevevo la scheda dei suoi concerti, ma purtroppo il mio lavoro non mi permetteva di prendere l’aereo per Londra o in ogni altra città britannica per vederlo.
Fortunatamente in seguito le cose sono cambiate, ora lavoro in proprio e mia moglie mi ha convinto che sarei dovuto andare a vederlo. Così decisi di andare a Londra con mia moglie e mio figlio quattordicenne per vederlo.
Sebbene io non voglia fare nessun commento sul concerto stesso,perché si sa come sono i concerti, io desidero raccontare a tutti come sono stato trattato da Ralph, da sua moglie Nana e da tutti quelli della Leola Music. Non vorrei dilungarmi su questo, ma credo sia giusto.
Avevo l’intenzione di vedere il concerto del 19 maggio all’Old Vic, ma un paio di settimane prima quel concerto fu cancellato. Avevo già acquistato i biglietti del concerto, quelli dell’aereo per Londra e prenotato l’albergo per tre notti, dal 17 al 19 maggio, io ora avevo un grande problema sebbene poi mi fu risolto dalle persone della Leola Music.
La settimana prima del concerto, Sam dalla Leola Music mi mandò un messaggio offrendomi di andare all’ultimo concerto del 17 maggio al Windsor Art Centre. Io sarei dovuto arrivare a Londra lo stesso giorno. Accettai la sua offerta. Un paio di giorni prima del concerto mi mandò un’e-mail confermandomi che mi avrebbe lasciato istruzioni in albergo e che loro avrebbero organizzato tutto: mi avrebbero accompagnato al concerto e poi alla fine riaccompagnato in albergo.
Alle 5.30 del giorno del concerto un taxi era pronto fuori dal mio albergo, già pagato , per portarmi da Londra a Windsor. Una volta sul luogo , andai a ritirare i miei biglietti, ma il mio nome non appariva su nessuna lista che la signora aveva lì. Poi qualcuno che credo fosse della Leola Music ma di cui non ricordo il nome disse:” oh tu devi essere l’ospite, ne stavamo parlando proprio un momento fa.” Questa fu la prima sorpresa. Una altro uomo giovane, Don, uscì e mi informò di come era stata organizzata la mia visita. Che mi avevano riservato i posti e che Ralph mi avrebbe ricevuto dopo il suo concerto e che Nanna (la moglie di Ralph) ci avrebbe riportati al nostro albergo a Londra quando tutto sarebbe finito.
Onestamente non ci credevo, era molto di più di quello che pensavo che loro avrebbero fatto.
Dopo aver preso posto, che erano vicini ad una signora che mi sembrava Nanna May, ma io non ne ero sicuro poiché l’unica foto che la ritraeva era apparsa sulla biografia di Ralph ad opera di Chris Hockenhull, avevo dei dubbi se chiederglielo, ma poi il concerto iniziò.
Il concerto fu grande, il suono perfetto, Ralph suonava e cantava e raccontava le sue storie che di solito servono per introdurre i brani. Più o meno al centro del concerto egli iniziò a parlare di “Streets” e che in molti gli chiedevano se non fosse stanco di quella canzone. Poi dopo l’introduzione disse che gli sarebbe piaciuto dedicare questa canzone ad alcuni amici, che non conosceva ancora e che avrebbe incontrato dopo il concerto, poi guardandomi disse che venivano dalla Spagna. Era qualcuno di nome Esteban e la sua famiglia. Tutti applaudirono e noi eravamo molto imbarazzati. Realmente ero euforico e non so descrivere cosa provai quando tutti compreso me cantavano la canzone in coro. Scrissi subito l’ordine delle canzoni per avere un ricordo migliore. Alla fine del concerto mi presentai alla signora seduta accanto a me che certamente era Nanna.
Ma il bello doveva ancora venire.
Nanna ci portò fuori per un drink e poi fummo avvisati che Ralph era pronto ad incontrarci.
Credevo di innervosirmi ma ero certo di non incontrare una persona estranea che non aveva a che fare nulla con quei divi che noi vediamo che noi vediamo apparire spesso. Ebbi con lui un colloquio di circa 5 minuti in cui parlammo del più e del meno, poi mi autografò il cd e Nanna scattò qualche foto.
Al ritorno in albergo io parlai con Nanna di molte cose, sulle cose che Ralph stava facendo al momento dei suoi spartiti e di tante altre cose.
Ritornato in albergo non ero sicuro se il tutto era stato un sogno o realtà. Ciò che posso dire è che è stato qualcosa che non dimenticherò mai.
Spero di non averti annoiato, ma sono felice di averlo raccontato agli altri. Quando ho letto la tua storia ho pensato per prima cosa che la stessi raccontando a me.
Sono molto legato ancora ad una foto che Nanna ci fece  e a quella che io ho fatto alle sue chitarre.
Bene Domenico per ora non ho niente più da dirti, ma posso dire che è un piacere sapere che c’è qualche altra persona nel sud dell’Europa che si diletta con la musica di Ralph. Da ciò che dici Ralph dovrebbe venire in Italia, mi piacerebbe dire lo stesso, ma non credo che Ralph venga in Spagna. Infatti sto pensando di ritornare a Londra la prossima primavera nel caso lui fa il solito tour.
Io e mia moglie siamo stati in Italia a luglio del 2001 e abbiamo visitato della città molto belle: Roma, Pompei, Napoli, Capri, Firenze, Pisa, Siena; Venezia; Bologna e Ravenna, e qualche altro luogo di cui non ricordo il nome. È stata una grande vacanza mi sono divertito molto.
Ok Domenico questo è tutto per ora, ci terremo in contatto
Stammi bene
Esteban Castellanos
Madrid-Spagna


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